Peter Fill terzo in discesa nel giorno di Svindal
Comincia nel migliore dei modi l'avventura svedese per i colori azzurri, con Peter Fill capace di salire sul gradino più basso del podio nella discesa che apre il programma delle Finali di Coppa del Mondo di Aare. Solo il lungagnone norvegese Aksel Lund Svindal (tra l'altro coetaneo del ventiquatrenne di Castelrotto) e un riposato e ritrovato Bode Miller sono riusciti a precedere l'azzurro che conquista così il suo terzo podio stagionale, il primo in discesa. E' andata invece meno bene a Kristian Ghedina, tredicesimo, in quella che dovrebbe essere stata l'ultima sua gara in Coppa del Mondo. La lotta al vertice per la coppetta di specialità premia un opaco Michael Walchhofer, per altro già sicuro del successo dopo il quarto posto provvisorio di Fritz Strobl, suo unico avversario e finito proprio alle spalle di Fill. Che Svindal fosse in gran forma lo si era già potuto notare nelle due tappe asiatiche, ma in pochi avrebbero potuto immaginare che potesse addirittura vincere in discesa. Ma evidentemente l'ambiente scandinavo associato ad una maggior abitudine alle nevi nordiche ha permesso all'erede dei Kjus e degli Aamodt di lasciare la sua firma alla gara odierna; la seconda stagionale con impresso il marchio del polivalente norvegese dopo il super-g di Lake Louise di fine novembre. Una stagione a due facce, quella di Svindal, autentica rivelazione dell'annata. Non che in precedenza non avesse avuto lampi di classe, ma nel corso degli ultimi mesi il ventiquattrenne di Kjeller ha dimostrato di poter essere, nei prossimi anni, uno degli atleti più accreditati per contendere la sfera di cristallo a Benni Raich. Oggi, su una pista difficile che ha tradito tra gli altri Antoine Deneriaz e Klaus Kroell, Svindal ha costruito il suo successo soprattutto nella parte finale del tracciato, tratto in cui ha letteralmente seminato gli avversari, primo tra tutti il fuoriclasse di Franconia Bode Miller, rinfrancato dopo la sosta di inizio mese. L'aver saltato la trasferta orientale pare aver ridato allo "spaghetti cowboy" la brillantezza dei giorni migliori, ed il secondo posto odierno sta lì a testimoniarlo: si tratta della sua miglior prestazione stagionale in discesa, insieme alla piazza d'onore colta sulla Birds of Pray ad inizio dicembre.
Ma una gran fetta d'attenzione la merita Peter Fill. Quello odierno è il suo terzo podio in carriera, il terzo podio stagionale; segno inequivocabile che la il carabinere di Castelrotto sta imboccando la strada della piena maturità agonistica dopo qualche mese passato in "stand-by". C'è chi sostiene che il suo approccio alla polivalenza sia stato troppo fulmineo e che avrebbe dovuto cercare di affacciarsi con gradualità alla Coppa. Quest'anno Fill ha fatto vedere in maniera cristallina la bontà del percorso intrapreso: tre podi in tre diverse discipline parlano piuttosto chiaro. Un passo avanti importante che dovrà trovare degno proseguimento nel futuro. Intanto, nel futuro più immediato, Peter avrà già domani in super-g l'opportunità di confermare l'ottimo stato di forma per poi disputare a cuor leggero il gigante e, volendo, anche lo slalom conclusivo. Eh sì, perchè i 60 punti conquistati oggi gli permettono di varcare la soglia dei 400 punti in classifica generale, dandogli la possibilità di partecipare a tutte le gare delle finali.
Hanno invece deluso i big più attesi. Con Raich a riposo ed Erik Guay costretto al forfait per un riaccutizzarsi del problema alla schiena che l'aveva bloccato a fine gennaio, i vari Rahlves, Maier e Walchhofer sono finiti tutti piuttosto lontani da Svindal. Per i primi due, soprattutto per l'americano, potrebbe addirittura trattarsi dell'ultima discesa della carriera mentre Walchho potrà consolarsi con la coppetta di specialità, la seconda consecutiva dopo quella della passata stagione.
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